Coppia di pensionati consulta la tabella INPS delle pensioni 2026

Pensioni 2026: la tabella INPS con le nuove cifre nette per ogni fascia di reddito

La rivalutazione delle pensioni nel 2026

Come ogni anno, l’INPS ha applicato la perequazione automatica degli assegni pensionistici, adeguandoli al costo della vita sulla base dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Per il 2026, il tasso di rivalutazione provvisorio è stato fissato all’1,6%, un valore in calo rispetto al 5,4% applicato nel 2024, che riflette il progressivo rientro dell’inflazione dopo il picco del biennio 2022-2023.

La rivalutazione, tuttavia, non si applica in misura uguale a tutti: il meccanismo di perequazione prevede fasce di importo con percentuali decrescenti, penalizzando di fatto le pensioni più alte. Vediamo nel dettaglio come cambiano gli importi.

Le fasce di rivalutazione per il 2026

Il sistema di perequazione introdotto dalla Legge di Bilancio prevede una rivalutazione piena (100%) solo per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo, ovvero fino a circa 2.394 euro lordi mensili. Per le fasce superiori, la percentuale di adeguamento si riduce progressivamente.

Per le pensioni comprese tra 4 e 5 volte il minimo (da 2.394 a 2.993 euro lordi), la rivalutazione è del 90% del tasso ISTAT, pari all’1,44%. Per le pensioni tra 5 e 6 volte il minimo (da 2.993 a 3.592 euro), la rivalutazione scende al 75%, corrispondente all’1,2%. Le pensioni superiori a 6 volte il minimo ricevono una rivalutazione limitata al 50% del tasso, ovvero lo 0,8%.

La pensione minima nel 2026

La pensione minima INPS per il 2026 è stata portata a 616,67 euro mensili lordi, corrispondenti a circa 572 euro netti per i pensionati sotto i 75 anni di età, e a circa 580 euro netti per gli over 75. L’incremento rispetto al 2025 è di circa 9,70 euro lordi mensili — un aumento che i sindacati dei pensionati hanno giudicato insufficiente a fronte dell’aumento dei costi di beni essenziali come alimentari ed energia.

Per i pensionati che percepiscono il trattamento minimo e hanno un reddito complessivo non superiore a 7.781 euro annui, è prevista una maggiorazione sociale che può portare l’assegno fino a circa 700 euro mensili. La maggiorazione va richiesta presentando domanda all’INPS e allegando la documentazione ISEE aggiornata.

Tabella indicativa degli importi netti mensili

Per una pensione lorda di 1.000 euro mensili (circa 13.000 euro annui lordi), l’importo netto dopo la rivalutazione si aggira intorno ai 870 euro. Per una pensione lorda di 1.500 euro, il netto è di circa 1.250 euro. Per una pensione lorda di 2.000 euro, il netto è circa 1.610 euro. Per 2.500 euro lordi, il netto è circa 1.950 euro.

Questi importi sono indicativi e possono variare in base alle addizionali regionali e comunali IRPEF, che differiscono da comune a comune. Per conoscere l’importo esatto della propria pensione rivalutata, è possibile consultare il cedolino pensione sul portale INPS (sezione “La mia pensione”) o tramite l’app INPS Mobile.

Le detrazioni fiscali per i pensionati

I pensionati con reddito complessivo fino a 8.500 euro annui sono esenti da IRPEF grazie alla cosiddetta “no tax area”. Per redditi superiori, si applicano le detrazioni per reddito da pensione previste dall’articolo 13 del TUIR, che riducono l’imposta in modo progressivo fino ad azzerarsi per redditi superiori a 50.000 euro.

A partire dal 2024 è stata inoltre introdotta una detrazione aggiuntiva per i redditi da lavoro dipendente e pensione fino a 15.000 euro, pari a 75 euro annui (circa 6 euro al mese). Pur trattandosi di un importo modesto, si somma alle detrazioni ordinarie e contribuisce a ridurre il carico fiscale sui pensionati con redditi più bassi.

Come controllare il cedolino aggiornato

Il cedolino della pensione con gli importi rivalutati per il 2026 è consultabile dal portale INPS accedendo con SPID, CIE o CNS. Il percorso è: MyINPS → Prestazioni e servizi → Cedolino pensione. Sul cedolino sono riportati l’importo lordo, le ritenute IRPEF, le addizionali regionali e comunali, e l’importo netto accreditato. In caso di discrepanze tra l’importo atteso e quello effettivo, è possibile richiedere un riesame tramite il servizio online “INPS Risponde” o presso un patronato.

Author

  • Dario Fattore è un blogger italiano di moda e lifestyle, fondatore del blog Who’s Daf. Condivide contenuti su stile, vita quotidiana e ispirazioni personali sui social media.

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